
La parte più potente del nostro cervello
La parte più potente del nostro cervello Perchè non la stiamo usando e perché dovremmo. Tempo fa ho letto un tweet di Richard D. Bartlett
Considera per un momento l’analogia di ciascuno di noi come un atomo, un’entità nel vasto universo dell’esistenza. L’atomo è stato per secoli considerato il singolo elemento letteralmente indivisibile che compone ogni cosa esistente. Oggi sappiamo che non è così, e ogni atomo è a sua volta composto di ulteriori particelle. Sottolineo questo aspetto non tanto per un’esigenza scientifica o storica (trattandosi di un modello metaforico potrei astenermi da tale rigore) quanto per evidenziare due punti. Il primo è che il Modello Molecolare dell’Identità è e rimane una semplificazione e ha l’unico scopo di rendere trasmissibile una visione ben più complessa e, a parer mio, non razionalizzabile dell’identità. Il secondo è che l’essere umano non è affatto l’elemento indivisibile che abbiamo pensato essere per secoli, ma anzi è esso stesso un’ecosistema di vita infinitamente ricco di interdipendenze. Su questo secondo punto ci torno alla fine.
Fatta questa doverosa introduzione, vediamo com’è concepito l’atomo-individuo in questo modello.
La Forza è un campo energetico creato da tutte le cose viventi.
Ci circonda, ci penetra, mantiene unita tutta la Galassia.
L’unità non riguarda l’essere uno, richiede il processo di unione, il che richiede relazionalità.
(traduzione mia)
Ci sono diverse ragioni per le quali ho un debito verso tali fonti, e altrettante ragioni per evidenziare le differenze con il Modello Molecolare dell’Identità.
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La parte più potente del nostro cervello Perchè non la stiamo usando e perché dovremmo. Tempo fa ho letto un tweet di Richard D. Bartlett

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