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Il futuro della tua organizzazione

Ogni organizzazione può immaginare un futuro migliore, ma qualunque sia il futuro che sogni, la cosa peggiore che può accadere è realizzarlo. Ecco perché.

Perfezione e contesti

A volte possiamo vedere e toccare la perfezione.
Quando hai chiuso l’affare con quel cliente e tutto sembrava essere andato magicamente al suo posto. O quel giorno in cui la tua squadra ha lavorato così bene che sembrava che nulla potesse fermarvi.
Momenti come questi sembrano perfetti.

In tutti questi casi, la perfezione è solo temporanea. In realtà, il soggetto, i suoi contesti e le relazioni tra loro cambiano velocemente e tornano a uno stato di squilibrio e confusione. Ho imparato qualcosa da quelle esperienze e cioè che la perfezione appare in momenti non replicabili in cui noi e i contesti siamo una cosa sola.

Pertanto, mi sembra che non ci sia perfezione in sé. Ci sono solo condizioni impermanenti di risonanza a cui possiamo prepararci, ma non possiamo realizzarli quando e come vogliamo.

E ciò che li rende non pianificabili è il fatto che la nostra organizzazione esiste in molteplice contesti. Alcuni di questi contesti sono abbastanza facili da identificare in quanto sono quello economico, tecnologico, politico ed ecologico. Altri potrebbero essere più insoliti per un’organizzazione, come il contesto religioso o artistico ma essi esistono, e ignorarli non cambierà i rapporti implicati con loro. Ignorarli renderà solo più difficile vedere le tensioni e i flussi tra noi e il resto del mondo.

La buona notizia è che non siamo solo vittime passive di questa condizione. Possiamo vivere in quei molteplici contesti e partecipare con loro al continuo dispiegarsi del nostro presente e all’intima interdipendenza con le altre persone e organizzazioni in tutto il mondo. In tal modo, possiamo fare qualcosa che sto imparando essere fondamentale per la nostra sostenibilità e crescita: possiamo percepire.

Percezione e movimento

Non capire. Non analizzare. Percepire. Percepire significa usare tutti i recettori del tuo corpo. Implica l’utilizzo di tutti i sensi della tua organizzazione: persone, conoscenze, relazioni, tecnologie, flussi di denaro. Ogni parte può essere un modo prezioso per catturare lo svolgersi della realtà intorno a te. E questo ascolto aperto non può essere racchiuso in un diagramma a 4 quadranti o in una diapositiva in powerpoint. Deve essere descritto nelle molteplici forme che assume.

Tecniche come i Warm Data Lab o l’Open Space Technology possono aiutarti a farlo se usate con maestria. Ma più che una soluzione, svolgono il ruolo di catalizzatori di tratti culturali che devi coltivare quotidianamente.

Percependo la realtà, puoi darle un senso. Puoi vedere lo spazio che occupi nel tuo scenario di riferimento e poi puoi muoverti secondo questa nuova percezione.
Se la vedi in questo modo, la percezione non è solo una questione di rimanere consapevolmente nel presente, ma anche un modo per muoversi nella direzione del futuro.

Quindi, la percezione ti porta a muoverti verso il futuro che si apre davanti a te; un futuro che molto probabilmente era invisibile prima che tu lo percepissi.

In questo respiro di percezione e movimento, la tua organizzazione può adattare i suoi strumenti e processi, sviluppare nuove competenze, far evolvere la sua cultura e sostenere la crescita delle sue persone. Diventa un sistema che nutre se stesso, grazie alla profonda interdipendenza con i contesti in cui vive.

In tal modo, e operando nella tua transcontestualità, puoi entrare in contatto con nuovi circuiti di feedback, e ritorni crescenti possono essere innescati in termini di denaro, conoscenza, tecnologie, relazioni, creazione di valore che non avresti potuto immaginare prima.

Rassegnazione

Tutto ciò significa che quanto hai immaginato in passato è stato profondamente influenzato dalla tua posizione in quel momento. Il che implica la consapevolezza che avevi in quel momento. Questo può essere influenzato dai tuoi pregiudizi, credenze, strumenti, persone. Questo può anche spingerti a immaginare un futuro perfetto da quella posizione e punto di vista. Ma ora che ti sei mosso e il futuro di allora è diventato il presente di adesso, il futuro perfetto che avevi immaginato potrebbe non essere affatto perfetto. In altri termini, con lo sguardo di ora, ciò che un tempo di sembrava perfetto non ti apparirà più così affacinante.

Ecco perché qualunque fosse il futuro che sognavi, la cosa peggiore che poteva accadere era realizzarlo.

E allora?
Dobbiamo smetterla di pensare al futuro?

Non credo proprio. In realtà, credo che dovremmo coltivare la nostra visione per il futuro e mantenere vivi i nostri sogni e progetti. Solo, con lenti diverse. Ad oggi ho trovato tre punti principali che possono aiutare in questo.

Non separare presente e futuro

Presente e futuro

Se le scelte che facciamo oggi influenzeranno ciò che otterremo in futuro e se la visione del futuro influenzerà le azioni che intraprendiamo oggi, allora perché separare le due cose? Perché avere un momento per la strategia e poi periodi di azione? Perché persone diverse lavorano su strutture temporali e spaziali differenti?

Abbiamo bisogno di strumenti e pratiche che ci permettano di lavorare su un respiro continuo di visione e azione, coevolvendo i due momenti in una trama intrecciata: senso e movimento. E abbiamo la fortuna di vivere in un’epoca in cui sono molti i mezzi emersi negli ultimi decenni dal lavoro di migliaia di professionisti e organizzazioni in tutto il mondo.

Il filone della real time strategy-making e i nuovi approcci che evolvono il concetto stesso di strategia verso una più ampia e profonda creazione di senso e attualizzazione (vedi Henry Mintzberg o Stelio Verzera) si concentrano molto meno su linearità e causalità, e abbracciano molto di più una visione in cui il passato, il presente e il futuro sono considerati come parti della stessa conversazione.

In particolare, nell’articolo di Stelio, puoi avere un’introduzione abbastanza potente all’EcoSight Framework, che è uno dei modi più nuovi e preziosi che conosca per espandere la tua consapevolezza sulle nuove sfide che stiamo affrontando nel business degli anni ’20.

Includi più osservatori e descrizioni multiple

Descrizioni multiple

Se i contesti in cui vive la nostra organizzazione hanno un’influenza così forte sulla nostra evoluzione e se siamo così profondamente interdipendenti con il resto del mondo, perché tenere “noi” separati dagli “altri”? Perché continuare a chiudere le porte alle possibili descrizioni che possono arrivare da altre persone nella nostra organizzazione o anche da altre organizzazioni intorno a noi?

Tutti noi, inclusi top manager e CxO, abbiamo punti ciechi. E questo è vero non solo per i singoli ma anche per i consigli di amministrazione, i dipendenti, i team e le intere organizzazioni. I sistemi hanno punti ciechi, e consentire diverse prospettive aiuterà a ridurre l’influenza di questi punti ciechi.

Ma non è solo una questione di quanti saperi sono coinvolti, piuttosto è anche una questione di quanti linguaggi usiamo per descrivere la nostra posizione attuale e l’evoluzione futura. Usiamo solo parole e diagrammi? Oppure diamo spazio a disegni, storie, giochi seri, arti e tutti gli altri modi in cui possiamo esprimerci come esseri umani?

Anche in questo caso, puoi utilizzare diversi strumenti e tecniche che ti permettono di non essere ingabbiato in un unico modo di rappresentare la realtà che ti circonda. Ne ho menzionati un paio sopra, come i Warm Data Lab e l’Open Space Technology, ma molti altri come Lego® Serious Play® e Story Cubes® sono ora ampiamente utilizzati in tutto il mondo con evidenze scientifiche e un’enorme quantità di ricerca-azione e risultati sul campo.

Il problema con tali tecniche è che dall’esterno appaiono molto semplici e diventa facile sottovalutarle, finendo per sprecare tutto il vero potere e la profondità che hanno, facendo così sessioni noiose, inutili o addirittura dannose.

Non cercare *il* futuro

Futuro organizzazione

L’ultima lente che ti consiglio di cambiare è il motivo per cui ho scritto questo articolo. Sono convinto che sia proprio il modo di vedere il futuro stesso che deve essere cambiato. Non cercando *il* futuro perfetto, ma abbracciando lo sviluppo del *tuo* futuro.

Molte volte, quando incontro un nuovo cliente, mi viene chiesto di parlare di alcuni “casi di studio” e il 99% delle volte si presume che due organizzazioni della stessa dimensione e in un mercato simile possano applicare le stesse soluzioni per la loro evoluzione.
Beh, mi dispiace. Non possono.

La tua storia, la tua traiettoria, la tua identità, le tue relazioni transcontestuali sono uniche. E pensare che la tua organizzazione è “simile” a un’altra significa essere ciechi alle infinite sfumature che modellano il tuo destino nel diventare ciò che sarai.

Peggio che mai, è facile cadere nella trappola di seguire l’ultima tendenza delle organizzazioni agili, lean, teal, piatte e senza capo. Il più delle volte, il vero valore dietro questi tipi di strutture e discipline viene sacrificato sull’altare del marketing e finirai per avere solo un nome diverso per chiamare il vecchio casino.

Quindi smettila di cercare il futuro e, come ho detto dall’inizio, spera di non raggiungerlo mai. Invece, spera di essere abbastanza bravo da modellarlo mentre si dispiega attraverso di te. Richiederà disciplina, coraggio, impegno e maestria.

E questa potrebbe essere la differenza che fa la differenza.

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